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È l'alleanza con il Pakistan il peccato originale degli Usa

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Nulla di nuovo nei 92.000 documenti top secret pubblicati dal sito Wikileaks, solo la conferma “timbrata” - e questo infastidisce la Casa Bianca - di fatti ampiamente noti. Il primo è che il “premio Nobel per la Pace” Barack Obama ha incrementato a dismisura l’uso dei Droni in Afganistan e che questo ha provocato un’impennata nella morte di civili afgani innocenti. Trascorrono infatti ore tra la segnalazione del “target” e l’arrivo del Drone che, non avendo pilota a bordo ed essendo pilotato dalla base di Tampa in Florida, non permette di verificare se al posto dei Talebani si trovino magari dei bambini.

Di nuovo c’è solo la denuncia di una serie infinita di incidenti con i Droni: alcuni si sono schiantati al suolo o si sono scontrati in volo, costringendo le truppe Usa a intraprendere rischiose operazioni di recupero prima che i Talebani riuscissero a impadronirsi del loro armamento e della loro tecnologia. Sinora la stampa politically correct ha taciuto su questo “lato oscuro” della guerra di Barack Obama (tesa a risparmiare vite di piloti Usa a scapito di quelle dei civili afgani), ma ora - grazie allo scandalo innescato dalla pubblicazione di documenti ufficiali - dovrà finalmente prendere atto del fatto che George W. Bush era molto più attento alle vite dei civili afgani del suo successore. Nobel o non Nobel.

 

 

 

Più grave, ma ugualmente nota, la denuncia della aperta complicità di parte dei Servizi Segreti pakistani con i Talebani, a cui hanno fornito dal 2001 informazioni, armi, consigli. Il testo ufficiale è inquietante: «Il Pakistan, formalmente alleato degli Stati Uniti, ha permesso a funzionari dei suoi servizi segreti di incontrare direttamente i capi talebani in riunioni segrete per organizzare reti di gruppi militanti per combattere contro i soldati Usa, e per mettere a punto complotti per eliminare leader afghani ». È qui, è in questa vergognosa intesa col nemico di generali e dirigenti dell’Isi (i “servizi” pakistani) la ragione fondamentale della capacità di resistenza dei Talebani e anche lo smacco subìto dagli Usa che in 9 anni non sono riusciti a catturare Osama bin Laden, ben protetto da questi generali pakistani. È uno scandalo da anni denunciato da molti analisti, ma su cui nessuno - neanche l’amministrazione Bush, va detto - è intervenuto.

 

 

 

 

Il segreto della resistenza talebana sta tutto dentro la complicità di parte dei Quartieri Generali del Pakistan, per la semplice ragione che una parte dei generali di Islamabad condivide l’ideologia dei Talebani (di cui favorì la nascita negli anni ’90) e considera l’Afganistan - preferibilmente controllato dai Talebani - un “retroterra strategico” dell’unica guerra che i generali pakistani - quasi tutti - vorrebbero combattere: quella contro l’India per “riconquistare” il Kashmir. Alla base di questo intrico c’è lo sconsiderato appoggio che Jammy Carter diede al golpe del generale Zia ul Haq nel 1977. Ma Zia ul Haq era un fondamentalista che riformò il paese (persecuzione dei cristiani inclusa) sulla base dei principi di Abu Ala al Mawdudi, “il Khomeini sunnita”. Quasi tutti i generali pakistani di oggi vengono da quella esperienza e hanno quella formazione fondamentalista, per questo tramano con i Talebani, che non si possono sconfiggere se non epurando duramente il quadro dirigente militare pakistano. È un appuntamento a cui Bush si è sottratto e che ora Obama non può mancare. Pena una sonora sconfitta a Kabul. 

da Il Pensiero - Carlo Panella www.carlopanella.it

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